Le lingue a rischio di estinzione in Istria e nel Quarnero: descrizione e finalità

Autrice: Zvjezdana Vrzić, PhD

Pubblicato il 6 giugno 2014

 

La storia dell'Istria e del Quarnero è contrassegnata da ripetute migrazioni e dalla mescolanza di popolazioni. Di conseguenza, il multilinguismo è già insito in questa regione e nella sua variegata popolazione. Oltre alla lingua croata e ai suoi dialetti čakavi e alla lingua italiana e ai suoi dialetti istroveneti, anche altre lingue - meno note - fanno parte da secoli del paesaggio linguistico regionale. Tra queste ci sono due lingue romanze in via di estinzione che vengono usate nella penisola istriana: l'istrorumeno nel nord-est della penisola e l'istrioto lungo la costa sud-occidentale dell'Istria.

L'istrorumeno o, come viene chiamato dai suoi parlanti, valacco o seianese è una lingua romanza orientale ad alto rischio di estinzione. Viene usata in due diverse località della penisola istriana: a Šušnjevica (it. Valdarsa) e in quattro villaggi nei dintorni del Čepićko polje (it. campo di Ceppich) ai piedi del Monte Maggiore, e nel villaggio isolato di Žejane (it. Seiane), situato nella parte collinare del settentrione istriano, vicino al confine con la Slovenia. Le due varianti della lingua, il valacco e il seianese, sono reciprocamente intelligibili, ma le differenze tra queste sono significative per i loro parlanti, che hanno vissuto in questa regione vite per lo più separate nei loro cinque secoli di storia.

Dei 406 abitanti dei villaggi nei quali si parla il valacco/seianese, secondo una recente stima, solo una minoranza, circa 120 residenti, parla la lingua fluentemente e attivamente. La stragrande maggioranza ha più di 50 anni. Tra la popolazione di età inferiore ai 25 anni ci sono pochissimi parlanti fluenti e attivi, e non ce ne sono in età prescolare e scolastica. Mentre i parlanti di età superiore ai 50 anni sono ugualmente fluenti in valacco/seianese e in croato, i parlanti di età inferiore ai 50 anni parlano il croato come lingua dominante, mentre hanno appreso il valacco/seianese come seconda lingua e lo usano unicamente in determinate situazioni. Gli altri parlanti del valacco/seianese vivono nei centri urbani della regione e al di fuori della Croazia. Nel complesso, circa 1.000 persone in tutto il mondo parlano questa lingua.

Il valacco/seianese era il principale mezzo di comunicazione nelle famiglie e nei villaggi fino alla fine della Seconda guerra mondiale. Successivamente ci fu un'emigrazione di massa, e lo stile di vita agrario perse progressivamente il suo valore e venne abbandonato. Questi due fattori, insieme ad altri sviluppi storico-sociali, hanno fatto sì che le comunità valacche/seianesi non fossero più isolate e autosufficienti, per cui si è verificata una graduale sostituzione della lingua valacca/seianese con quella croata, sia in famiglia che nella comunicazione paesana.

I parlanti sono sempre più consapevoli del fatto che la loro lingua stia scomparendo. Due organizzazioni locali, l'associazione Spod Učke a Šušnjevica e l'associazione Žejane a Žejane, in collaborazione con l'associazione Tragovi svolgono varie attività volte a preservare la lingua guidate dalla linguista e membro del Bilingualism Matters@Rijeka Zvjezdana Vrzić nell'ambito del progetto "Conservazione del valacco e del seianese" . I gruppi folcloristici locali Žejanski zvončari (it. campanari di Seiane) e Žejanski kntaduri (it. cantanti di Seiane) cercano di mantenere la lingua attraverso la musica.

L'istrioto è l'altra lingua romanza in via di estinzione nella penisola istriana. Si tratta di un'autoctona lingua italica e romanza orientale parlata nelle città del sud-ovest istriano – Rovinj/Rovigno, Bale/Valle, Vodnjan/Dignano, Galižana/Gallesano e Šišan/Sissano. In passato, questa lingua era usata in un'area più estesa dell'Istria, in cui era incluso fino a poco tempo fa il comune di Fažana/Fasana. Come pure per il valacco/seianese, i nomi che i parlanti usano per la loro lingua sono diversi dai nomi consolidati nella letteratura linguistica e derivano dai nomi delle città dove si parla la lingua, ad es. ruvigniʃ (dialetto rovignese) o valiʃ (dialetto vallese).

Questa lingua è in pericolo di estinzione ed è parlata per lo più da persone di mezza età e anziani di nazionalità italiana. Secondo una stima recente e approssimativa, in Istria ci sono circa 1.000 parlanti dell'istrioto. Tuttavia, solo una minoranza di parlanti anziani lo parla fluentemente e attivamente, con l'eccezione di Bale/Valle. Tutti i parlanti sono bilingui, trilingui o anche quadrilingui. Congiuntamente all'istrioto e all'istroveneto, che è la lingua naturale e convenzionale della maggior parte degli italiani in Istria e nel Quarnero, la maggior parte dei parlanti parla l'italiano standard e il croato.

Le comunità dei parlanti della lingua istriota lottano per conservare la loro lingua. Nel corso degli ultimi decenni in queste comunità si è sviluppata una ricca produzione letteraria e sono stati pubblicati anche preziosi dizionari. Vengono organizzati pure eventi e concorsi letterari, come il festival di poesia, prosa e traduzione “Favelà” a Vodnjan/Dignano. Dal 2013, i membri della comunità partecipano a un laboratorio estivo di documentazione linguistica nell'ambito del progetto "Documentazione e rivitalizzazione dei sei idiomi istrioti " guidato da Zvjezdana Vrzić.

Il nostro obiettivo è quello di fornire un ulteriore sostegno alle comunità a rischio di perdere la loro lingua e contribuire altresì alla conservazione di queste lingue attraverso consulenze professionali e una serie di attività, diffondendo così la consapevolezza del loro status e la loro l'importanza per la nostra regione, per il nostro paese e per il mondo.

 

Bilingualism Matters è stato fondato dalla Professoressa Antonella Sorace dell'Università di Edimburgo.

 

Bilingualism Matters@Rijeka è stato istituito nell'ambito del progetto „Advancing the European Multilingual Experience (AThEME)”.

 

Questo progetto è finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del Settimo programma quadro per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e la dimostrazione con l'accordo di sovvenzione n.  613465.